Risarcimento danni dall’ENEL per attività pericolosa - Forte sbalzo di tensione elettrica

 

La sentenza, del 22 dicembre 2004, del Giudice di Pace di Pozzuoli (NA) riguarda una vertenza fra una famiglia di Pozzuoli ed ENEL Distribuzione che viene citata come responsabile nell’evento del 10/12/03, in occasione del quale, per un forte sbalzo di tensione elettrica verificatasi nel fabbricato condominiale di Via...


La sentenza, del 22 dicembre 2004, del Giudice di Pace di Pozzuoli (NA) riguarda una vertenza fra una famiglia di Pozzuoli ed ENEL Distribuzione che viene citata come responsabile nell'evento del 10/12/03, in occasione del quale, per un forte sbalzo di tensione elettrica verificatasi nel fabbricato condominiale di Via (…) n. (…) in Pozzuoli, rimanevano danneggiati alcuni elettrodomestici di loro proprietà. La richiesta di danni viene fissata in 980,00 euro necessari per la riparazione degli elettrodomestici danneggiati.

IL 10 dicembre 2003, verso le ore 08.00, in Pozzuoli (NA) alla Via (…) n.(…) si verificava un forte sbalzo di tensione elettrica che interessava tutto il fabbricato e danneggiava alcuni elettrodomestici della abitazione della famiglia ricorrente. L'evento obbligava l'ENEL a far intervenire i propri tecnici che operarono per alcuni giorni per il ripristino della normale fornitura di energia elettrica.

Che l'evento sia avvenuto, è confermato anche dalla stessa Società ENEL Distribuzione che, in risposta alla richiesta di risarcimento danni avanzata dai ricorrenti, comunicava di aver concluso l'istruttoria interna relativamente all'evento, dall'esito della quale emergeva la sussistenza dei presupposti per la necessaria, ulteriore, verifica da parte della compagnia assicurativa, cui la pratica era stata doverosamente inoltrata e che, quanto prima, sarebbero stati contattati per l'accertamento dei danni lamentati.

ENEL Distribuzione ha solo contestato la domanda di risarcimento sul presupposto che i ricorrenti non hanno dato prova che il loro impianto elettrico fosse conforme alla legislazione vigente.

La normativa richiamata da ENEL – Legge 5 marzo 1990 n. 46 (Norme per la sicurezza degli impianti) ed il relativo D.P.R. 6 dicembre 1991 n. 447 (Regolamento di attuazione) - prescrive che: “gli impianti elettrici antecedenti al 13 marzo 1990 si considerano comunque adeguati quando presentano i seguenti requisiti:

  • sezionamento e protezione contro le sovracorrenti, posti all'origine dell'impianto;
  • protezione contro i contatti diretti;
  • protezione contro i contatti indiretti o protezione con interruttore differenziale avente corrente nominale non superiore a 30 mA".

L'impianto elettrico dell'utente, antecedente al 1990, per rispettare le norme, deve avere solo un interruttore differenziale da 30 mA e la messa a terra non è obbligatoria, dovendosi realizzare solo in caso di ampliamento o di radicale trasformazione dell'appartamento.

D'altro canto, ENEL Distribuzione non ha dimostrato né che l'appartamento in oggetto non rispettava le norme, né che esisteva un nesso di causa tra il danno e l'inosservanza della normativa invocata.

Il Giudice ritiene quindi che la disciplina della responsabilità per l'esercizio di attività pericolose dettata dall'articolo 2050 del codice civile sia applicabile anche in ipotesi di attività pericolosa di carattere squisitamente tecnico svolta da enti pubblici, quale la produzione e la fornitura dell'energia elettrica da parte di ENEL Distribuzione ; pertanto, allorché, nello svolgimento dell'attività di gestione di una linea elettrica, costituente attività pericolosa, ENEL Distribuzione cagioni danno ad un terzo, è tenuto al risarcimento, ex art. 2050 codice civile, se non prova di avere adottato tutte le misure tecniche idonee ad evitare il danno, senza che si possa fare carico all'utente di non aver sopperito a tale situazione con personali cautele od autonome iniziative.

Inoltre, esiste un obbligo contrattuale di fornitura dell'energia elettrica da parte di ENEL Distribuzione che prevede, tra l'altro, il rispetto dei limiti garantiti (230 V +/- 10%) il cui mancato rispetto configura un inadempimento contrattuale a carico dell'Ente distributore che, è tenuto non soltanto alla semplice utilizzabilità dell'energia ma, anche, alla sicurezza dell'erogazione di essa.

Pertanto, a norma degli artt. 1218, 2043 e 2050 c.c. ENEL Distribuzione, che ha cagionato un danno ingiusto ai ricorrenti, deve risarcire tale danno che, viene liquidato in € 980,00, avendo gli istanti dimostrato, compiutamente, con la produzione di fatture e ricevute fiscali, di aver pagato tale somma per le riparazioni degli elettrodomestici danneggiati.




Pubblicato il: 07-01-2008

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