Philips Lighting vince contro la contraffazione delle proprie lampade: dal Tribunale di Roma un’altra sentenza a favore della multinazionale a testimonianza della politica contro l’illegalità e l’abusività.
Milano, novembre 2007. Continua la lotta di Philips contro la contraffazione. Dopo la sentenza emessa dal Tribunale di Pisa lo scorso aprile a favore di Philips nella causa contro un’azienda che ha commercializzato prodotti a risparmio energetico in confezioni altamente simili e confondibili con quelle di Philips, è il Tribunale di Roma ad emettere questa volta la sentenza a favore sempre di Philips nella causa penale di 1° grado contro la ditta individuale WANG CHENG di Wang Xiaoqui. La causa è stata intentata dall’azienda per la detenzione di circa 3000 lampadine contraffatte di marca Philips, alcune ancora in produzione altre non più, prive di attestazioni di sicurezza.
La vicenda è un esempio chiarificatore della politica portata avanti da Philips contro l’illegalità a sostegno e in linea con l’esposto presentato nel 2005 al Ministero della attività produttive da ASSIL, l’associazione federata ad ANIE che raggruppa i produttori italiani di illuminazione, volto a rimarcare la scarsa attività di intervento da parte del ministero sul fronte delle importazioni dall'Asia e dalla Cina di materiale elettronico ed elettrotecnico non conforme agli standard di sicurezza.
Philips si ritiene soddisfatta della sentenza, in quanto finalizzata a scoraggiare la pratica illecita della contraffazione, un illecito che interessa non solo le grandi aziende come Philips, ma anche, e soprattutto, i consumatori, che spesso si trovano senza alcuna tutela di fronte ad operazioni di sabotaggio del mercato. Philips seguirà comunque anche negli ulteriori gradi di giudizio la costituzione di parte civile; infatti, il procedimento prosegue per la quantificazione del danno.
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