La corsa al rame sta mietendo numerose vittime e le associazioni industriali lanciano l'allarme
I furti di rame in Italia sono praticamente raddoppiati nel 2006 rispetto all’anno precedente e il fenomeno sta diventando sempre più preoccupante. A lanciare l’allarme anche il Presidente di ANIE, Guidalberti Guidi, che sottolinea come siano cambiate le modalità dei furti. “Da episodi sporadici e frutto di iniziative di singoli – ha dichiarato il Presidente – si è passati a rapine a mano armata, avvenute sia di giorno sia di notte e compiute da gruppi di malviventi.”
Il rame, metallo di base utilizzato nell’edilizia, nei trasporti, nell’elettrotecnica e nell’industria, è considerato il miglior conduttore elettrico dopo l’argento. Resistente alla corrosione, robusto, flessibile e riciclabile al 100% è un materiale molto ambito sul mercato clandestino. La febbre dell’oro rosso” è riconducibile alla crescita continua delle sue quotazioni. I prezzi infatti sono passati da 1.600 euro alla tonnellata nel 2003 alla punta di 6mila euro raggiunta nel 2006 (+81% rispetto all’anno precedente).
Nel mirino dei ladri di rame sono soprattutto le imprese produttrici di cavi elettrici, ma anche le imprese impegnate nell’elettrificazione delle linee ferroviarie e la rete ferroviaria in generale.
Il furti di rame toccano da vicino anche le piccole realtà comunali. Non c’è piazzola ecologica che non abbia vissuto da vicino un episodio di questo tipo. A essere oggetto delle rapine sono le grondaie degli edifici e i rifiuti ingombranti presenti e non sufficientemente custoditi. Frigoriferi dimessi, tubi catodici e schede elettroniche possono facilmente trasformarsi in un facile bottino ed essere cannibalizzati da criminali senza scrupolo che effettuano le sottrazioni senza farsi tanti problemi su possibili conseguenze ambientali.
Il problema è dato ancora una volta dalla mancanza di controllo e di luoghi di raccolta e deposito temporaneo inadeguati, dove i rifiuti non sono sufficientemente protetti.