Ogni famiglia italiana potrebbe risparmiare sulla bolletta fino a 280 euro l’anno, sostituendo gli elettrodomestici in classe D o E con apparecchi di classe A o A+, utilizzando lampadine a basso consumo, spegnendo i dispositivi anziché lasciare la spia dello stand-by e adottando una serie di comportamenti virtuosi.
Ma sappiamo davvero dove andare a mettere le mani per contenere i consumi domestici? Secondo i risultati dell’indagine promossa dal WWF, e condotta attraverso un rilevamento via web, la confidenza degli italiani con il risparmio e con le modalità per conseguirlo risulta piuttosto bassa.
Dall’elaborazione di oltre 2.000 interviste (su un campione non statisticamente significativo di soggetti che hanno aderito spontaneamente all’inchiesta) emergono dati interessanti, che mettono in luce anche come il grado di consapevolezza in tema di energia si differenzi lungo lo stivale: al centro sanno come comportarsi per tagliare la bolletta energetica meglio che al nord e al sud.
In generale, risulta che il 46,9% degli italiani tiene regolarmente in stand-by le apparecchiature elettroniche, il 15,9% regola la temperatura del frigorifero al di sotto dei 6°, mentre solo l’8,1% del campione utilizza abitualmente lavastoviglie e/o lavatrice non a pieno carico.
Il 14,2% degli intervistati è in grado di stabilire quanto lo stand-by delle apparecchiature elettriche/elettroniche influisca sui consumi, il 29% sa stimare quanto alcuni accorgimenti (come l’utilizzo di lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico, la regolare manutenzione e controllo della caldaia, la regolazione del termostato del frigorifero alla corretta temperatura) contribuiscano all’efficienza energetica domestica, mentre il 28,7% del campione valuta correttamente il potenziale di risparmio energetico del settore residenziale italiano.
Alla domanda relativa alla funzione dei pannelli fotovoltaici, il 77,5% ha risposto correttamente dichiarando che la tecnologia serve per la produzione di energia elettrica, mentre il 9% non ne ha mai sentito parlare. Per quanto riguarda la “casa passiva” non solo è emerso un elevato tasso di disinformazione (il 45% non ne ha mai sentito parlare), il 13,7% crede che l’espressione identifichi edifici che sprecano troppa energia!… Forse è tempo di potenziare le campagne di sensibilizzazione.