Ladri di rame

 

Il motivo dei furti è la quotazione altissima raggiunta


La questione merita un’attenzione sociale nuova. I furti di rame. I ladri stanno spazzolando tutto il rame disponibile. Cavi elettrici, gronde e pluviali, linee telefoniche in uso, perfino i cimiteri. La corrente cade di colpo, o il telefono resta muto. Il rischio è grande: nei giorni scorsi - per l’ennesima volta - i tecnici della metropolitana di Milano hanno lanciato l’allarme perché dalle gallerie del metrò milanese erano stati trafugati metri e metri di cavi che servono alla sicurezza dei convogli. Lo stesso accade per le Fs: spariscono i cavi che alimentano i semafori ferroviari e i passaggi a livello. La settimana scorsa, l’aeroporto di Fiumicino. Nell’Astigiano i treni ormai vanno a singhiozzo: quindici furti in pochi giorni, e i pendolari sono esasperati.


Se ci saranno incidenti gravi, non dovremo stupirci. Il rame, che ha una produzione mondiale modesta a fronte di una domanda bollente, a causa dello sviluppo industriale di alcuni Paesi (a cominciare dalla Cina), ha raggiunto quotazioni altissime. Circa 8 euro al chilo.


Le squadre di ladri lo rivendono a “rottamai” di coscienza leggera, ma grandi quantità sarebbero acquistate direttamente da alcune fonderie della Lombardia orientale dove i manufatti, fusi in barra o in lingotto di metallo puro (rame) o di lega (in genere ottone), ormai non più riconoscibili e diventati prodotti metallurgici normali, vengono esportati verso la Cina con regolare bolla di accompagnamento. La cronaca è impressionante.


Ecco quella dell'ultimo periodo. A Catania centinaia di persone sono rimaste senza telefono quando nella zona tra via Leotta e via Palermo un diciannovenne ha strappato cento metri di fili: è stato fermato dai carabinieri. Ma tempo fa un altro ladro di rame è rimasto fulminato a Catania perché aveva tentato di rubare cavi in tensione.


A Torino è allarme per i treni: anche qui un minorenne è stato sorpreso mentre rubava in una condotta sotterranea. Nel weekend sono stati arrestati quattro ladri di rame. Nel Piacentino nel fine-settimana sono state razziate cinque aziende. Stessa sorte ad alcune aziende di Casalpusterlengo (Lodi), e nel weekend tra venerdì e sabato sono stati ripuliti alcuni capannoni, tanto che il sindaco ha lanciato un appello. A Massa nei giorni scorsi sono state spazzolate due scuole.


A Gavi - ancora nel weekend appena passato - furti di rame nel cimitero e nelle case. Ad Ancona la polizia ha sventato il furto di rame all'interno della Sima. A Roma una settimana fa due romeni erano stati fermati a piede libero dai carabinieri in via Nazionale con 92 chili di rame rubato. Due giorni dopo i carabinieri hanno bloccato (e questa volta arrestato) gli stessi romeni nelle vicinanze della stazione della mètro Repubblica con altri 50 chili di rame custoditi in alcuni zaini.

 
A Orbassano (Torino) i ladri hanno scelto i tombini di ghisa, il cui valore è stimato in 300 euro a pezzo ma la cui assenza può produrre danni gravi a passanti, auto e soprattutto motociclette: i criminali erano una coppia di zingari residenti nel campo sulla circonvallazione esterna di Orbassano.


Sempre vicino a Orbassano, nelle zone della Bronzina e della strada del Ravetto sono stati portati via 200 metri di cavo dall'illuminazione elettrica, sfilandoli dalle condotte sotto il marciapiede: i tecnici del Comune di Orbassano stanno saldando i tombini per evitare che vengano sollevati e che i ladri abbiano libero accesso ai fasci di cavi.


A Nichelino (Torino) una settimana fa in via Pateri i ladri hanno aperto i tombini, tagliato da un lato il cavo dei lampioni dell’illuminazione pubblica, aperto il chiusino a 300 metri di distanza, hanno reciso l’altro capo del cavo, hanno sfilato dalla condotta il segmento e lo hanno avvolto in matasse.


Il 21 ottobre a Fiumicino il black out che è durato solo pochi istanti: in largo di Traiano in una cabina elettrica dell’Enel i carabinieri hanno sequestrato un seghetto con cui erano stati tagliati i fili.


Lunedì 23 ottobre a Firenze un romeno di 35 anni è rimasto fulminato mentre la moglie lo stava guardando dalla baracca nella quale coppia abita, tra l'autostrada e l'aeroporto di Firenze Perétola. L'uomo stava tentando di tranciare un cavo elettrico. Alle 20,30 aveva spaccato il lucchetto ed era entrato furtivamente nel recinto di un impianto dell'Enel alle spalle dell'aeroporto. Con un tronchese aveva tagliato il filo della massa, posto al suolo, forse convinto di aver isolato il cavo del traliccio. Dopo essersi arrampicato a due metri di altezza, ha tentato di tagliare la linea aerea, ma è rimasto folgorato ed è precipitato a terra, morto.


Nell’Astigiano si stima che più di una quindicina di furti sul tratto ferroviario Torino-Asti siano all’origine dei ritardi continui del treni. Molti furti dalle linee Fs sono avvenuti all'altezza di San Damiano e di Vaglierano; la linea Torino-Genova tra Castello d'Annone e Villanova d'Asti, la Asti-Casale, la Asti-Chivasso, la Asti-Acqui Terme e la Asti-Castagnole Lanze. Il rame razziato non è solamente quello delle linee che alimentano i treni, ma anche la treccia di rame che fa funzionare i passaggi a livello, i semafori ferroviari e le comunicazioni interne.


A Catania un uomo di 24 anni, Giovanni Barbagallo, è stato fermato mentre tentava di rubare 250 metri di cavi elettrici da un capannone di contrada Marina di Cottone.

 

 

Fonte:  e-gazette.it




Pubblicato il: 05-12-2006

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