La rilevanza giuridica delle norme tecniche

 

Atti di un convegno svoltosi il 21 febbraio 2006


Parlare del rapporto tra diritto e tecnica, tra legislazione e normazione non è semplice. Eppure questo argomento ha richiamato, lo scorso 21 febbraio, circa un migliaio di persone al convegno svoltosi presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano sul tema "Rilevanza Giuridica delle Norme Tecniche".
L'incontro - primo nel suo genere - era organizzato dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro).

All’incontro - moderato da Rocco Colicchio, consigliere della Corte dei Conti- sono intervenuti diversi relatori per analizzare le numerose problematiche giuridiche connesse alle norme tecniche sotto il profilo sia del diritto comunitario sia del diritto nazionale. Si è parlato della politica europea di armonizzazione tecnica, del rapporto tra norme tecniche e principi civilistici in tema di responsabilità contrattuale ed extracontrattuale, del rapporto tra norme tecniche e normativa sul diritto di autore, dell’effettività dell’applicazione delle norme e dei relativi controlli sul mercato.

Il primo intervento ha illustrato come la norma tecnica sia strumento indispensabile per garantire la salute, la sicurezza e gli interessi economici dei consumatori. "Le norme tecniche – ha dichiarato Ugo Carnevali, docente alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano - non sono cristallizzate in un determinato momento storico, ma vengono aggiornate e si mantengono adeguate allo sviluppo tecnico e tecnologico".

L ’aggiornamento delle norme avviene infatti in tempi molto più ristretti e con maggior flessibilità rispetto alle leggi: ecco perché la normazione tecnica deve essere un supporto all’attività legislativa. Questa interazione tra normazione e legislazione è in uso da parecchi anni ed ha già dato ottimi risultati.

 

È stata la stessa Unione Europea che 20 anni fa, con la Risoluzione del Consiglio del 7 maggio 1985, ha dato il via al "Nuovo Approccio" con il quale raccomanda che le direttive comunitarie facciano riferimento alle norme tecniche. Due gli obiettivi principali: da una parte snellire il testo delle direttive, dall’altra evitare la necessità di un continuo aggiornamento dei testi legislativi per ovviare all’obsolescenza delle regole tecniche.
Carnevali ha ricordato che sulla base del Nuovo Approccio sono state emanate diverse direttive comunitarie di settore che riguardano prodotti destinati sia all’uso privato sia ad usi industriali. Di particolare importanza la direttiva 2001/95/CE sulla sicurezza generale dei prodotti il cui recepimento italiano è oggi riportato nel codice del consumo (artt. 102 ss.).

Sono tre gli aspetti giuridici rilevanti, legati alle norme tecniche, che il relatore ha fatto emergere:

  1. la presunzione di sicurezza dei prodotti derivante dalla conformità alle norme. I produttori possono decidere volontariamente se realizzare i propri prodotti in conformità alle norme tecniche che - come è noto - non hanno applicazione cogente, ma volontaria. Al costruttore che non le applica spetta però l’onere di dimostrare che il proprio prodotto soddisfa in altro modo i requisiti essenziali di sicurezza previsti dalle direttive. Viceversa, il prodotto realizzato sulla base delle norme armonizzate beneficia di una presunzione di conformità ai requisiti essenziali delle direttive stesse.
  2. il problema della responsabilità da prodotto difettoso. La direttiva comunitaria 85/374/CEE (le cui norme di recepimento sono anch’esse confluite nel codice del consumo, artt. 114 ss.) si ispira al principio fondamentale per cui ogni prodotto industriale, qualunque sia l'uso cui è destinato, deve poter essere utilizzato in condizioni di sicurezza. E l'art. 5 precisa che "un prodotto è difettoso quando non offre la sicurezza che ci si può legittimamente attendere tenuto conto di tutte le circostanze". Anche in questo caso emerge il concetto di "presunzione di sicurezza" stabilito dalla legislazione per coloro che producono in conformità alle norme tecniche.
  3. l’impatto che le norme sottoposte a modifiche e aggiornamenti possono avere sul mercato e quindi sui prodotti già in circolazione. Secondo il giurista per quanto riguarda il prodotto valgono le norme in vigore al momento in cui il prodotto è stato immesso sul mercato. Discorso un po’ diverso per quanto riguarda gli impianti, per i quali è comunque necessario un continuo adeguamento della conformità alle nuove norme.

Fabio Ziccardi - della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano - ha poi parlato delle norme nel contesto dei rapporti commerciali sottolineando come esse dovrebbero essere oggetto di una espressa contrattazione tra le parti. "Le norme - ha infatti dichiarato Ziccardi - dovrebbero essere sussunte nel contratto di vendita che, come dice il Codice, ha valore contrattuale legale".

Roberto Pardolesi - della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Luiss di Roma - ha affrontato la questione del diritto d’autore sulle norme tecniche, in funzione del loro riferimento nella legislazione. Pardolesi ha illustrato la situazione nazionale - definita dalla legge 128 del 1998 - e ha portato il caso tedesco.

Luigi Giampaolinoconsigliere dell’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici - ha voluto sottolineare che le norme tecniche non si rivolgono solo ai privati, ma anche agli organi della pubblica amministrazione e che esse possono essere uno strumento indispensabile alla trasparenza degli appalti pubblici e al corretto sviluppo della concorrenza sul mercato. I requisiti delle norme – se inseriti in modo proprio nei bandi di appalto - garantiscono infatti la parità di condizioni e trattamenti delle quali si giova l’intero sistema economico/sociale.

Il successo dell’iniziativa e i numerosi interventi che hanno concluso la giornata hanno dimostrato da una parte la necessità di approfondire questo argomento in futuri incontri e dall’altra l’esigenza di maggiore conoscenza da parte di tutte le categorie interessate.

 

Fonte: UNI




Pubblicato il: 22-09-2006

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