Sentenza sul danno da interruzione di energia elettrica

 

Un utente di Enel Distribuzione si rivolge ad un giudice di pace per avere un risarcimento da parte dell’ente fornitore per inadempienza contrattuale e danni riguardo alla conservazione di generi alimentari, in seguito al famoso black out verificatosi il 28 settembre 2003


Un utente di Enel Distribuzione si rivolge ad un giudice di pace per avere un risarcimento da parte dell’ente fornitore per inadempienza contrattuale e danni riguardo alla conservazione di generi alimentari, in seguito al famoso black out verificatosi il 28 settembre 2003.

Il giudice accoglie la domanda avanzata dall’utente, condannando l'Enel al pagamento in suo favore della somma di € 60,00 oltre che degli interessi legali e delle spese processuali a titolo di risarcimento del danno da responsabilità contrattuale per l'inadempimento verificatosi riguardo all'erogazione della energia elettrica in favore dell'utente per circa 15-18 ore a partire dalle 3.25 del 28 settembre 2003.

L’Enel si appella contro la sentenza, basandosi sulle seguenti ragioni:

  • L’inadempimento del contratto di fornitura è stato dovuto ad una impossibilità non imputabile ad Enel;

  • Enel Distribuzione riceve l'energia elettrica da consegnare agli utenti finali presso le cabine primarie di trasformazione, secondo le disposizioni impartite dal GRTN che cura in forma unitaria e globale la trasmissione ed il dispacciamento di tutta l'energia elettrica da chiunque prodotta o importata sul territorio nazionale, assicurandone la consegna ai distributori, e quindi è evidente che Enel Distribuzione non può distribuire energia se questa non le viene consegnata nei modi anzidetti, cosi come è accaduto durante il black out;

  • Mancanza di qualsivoglia prova dei danni lamentati dall’utente e pertanto l'irrisarcibilità di tutti i danni patrimoniali ed anche non patrimoniali;

Il giudice di questa causa civile accoglie l’appello di Enel distribuzione, rigettando così la domanda proposta dall’utente e ribaltando la sentenza del giudice di pace. Le motivazioni alla base della sentenza sono che l’utente avrebbe dovuto provare quantomeno:

  1. di abitare effettivamente nell'immobile fornito dall'utenza Enel, per cui è causa al tempo del black out;

  2. di possedere nell'immobile in oggetto un frigorifero, prova vieppiù rilevante ove si consideri che l'immobile ben poteva essere destinato ad uso studio o essere disabitato o abitato solo per alcuni periodi all'anno o ancora per qualsivoglia altra ragione sfornito di detto elettrodomestico;

  3. la natura, qualità e quantità dei generi alimentari presenti nel frigorifero al momento del black out, prova anch'essa rilevante ove sì consideri il caso che l'elettrodomestico in oggetto fosse vuoto al momento del sinistro;

  4. l'avaria dei predetti generi alimentari in seguito al black out, del quale andava altresì provata con precisione la durata, onde consentire la verifica della sussistenza del nesso causale tra il deterioramento dei beni e la mancata erogazione dì energia elettrica: verifica da effettuarsi - eventualmente anche a mezzo di indagini tecniche — e tenuto conto delle caratteristiche in concreto possedute dal frigorifero dell’utente nonché della qualità dei cibi in concreto in esso conservati avendo gli alimenti diversi tempi e caratteristiche di conservazione.

L’assenza di prova in ordine a tali circostanze ha condotto al rigetto della domanda risarcitoria.




Pubblicato il: 31-03-2006

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