L'automazione della casa

 

La domotica: un mercato in via di sviluppo, con ampie prospettive e qualche difficoltà


Le prime avvisaglie si erano già registrate negli ultimi mesi del 2003. Le conferme sono poi arrivate puntuali durante il primo trimestre del 2004: per la domotica sarà un altro anno in chiaro e scuro. E per certi aspetti la colpa è da attribuire alle grandi aziende e alle catene alberghiere, ree di aver preparato bilanci blindati, che non prevedono investimenti significativi nella ristrutturazione dei loro patrimoni immobiliari. L’unica soddisfazione sembra arrivare invece dal residenziale, dove la domanda rispetto al passato sta crescendo. “Per ora si sta andando abbastanza bene sul residenziale - spiega Andrea Tamagnini di Intermark, azienda romana specializzata nella integrazione e controllo di sistemi di illuminazione, di apparati audio/video, di impianti di sicurezza, di sorveglianza e di climatizzazione - mentre c’è fiacca sul mercato professionale, vuoi anche perché molte aziende in questo periodo non sembrano intenzionate ad investire”.

Insomma, gli unici segnali positivi sembrano quindi arrivare dal settore delle abitazioni, anche se per certi aspetti l’utenza italiana non sembra aver ancora capito le potenzialità della domotica. Un freno è dato anche dai costi: “Una soluzione base che prevede il controllo dell’audio, delle luci e di una motorizzazione, generalmente il climatizzatore, viene venduta all’utente finale a un costo non inferiore ai 5mila euro” aggiunge ancora Tamagnini.

UN MERCATO NON ANCORA MATURO

La domotica, intesa come automazione della casa, non sembra aver raggiunto in Italia - a differenza, per esempio, degli Stati Uniti - la piena maturità. Scarsa la conoscenza delle soluzioni da parte degli utenti, a volte troppo alti i costi delle istallazioni, un fatto di per sé che implica una selezione degli stessi clienti, differente approccio da parte degli installatori nazionali a questo nuovo possibile business. “C’è attenzione alla domotica da parte di chi lavora nel settore dell’audio e del video da numerosi anni; questi operatori chiedono spesso anche la formazione, non solo i prodotti” illustra ancora Tamagnini, che prosegue: “diverso il discorso per quanto riguarda gli installatori che si occupano più specificatamente del settore elettrico”.

Già, su questo fronte l’attenzione è scarsa; pressoché nulla, invece, è quella che viene riservata poi da coloro che operano nel settore della sicurezza. Qui la faccenda è anche più delicata. Coloro che forniscono soluzioni di sicurezza, legittimamente, non vogliono cedere a società che realizzano soluzioni integrate per un loro business. Soprattutto non vogliono condividere i protocolli di comunicazioni tipici dei sistemi di sicurezza. Insomma: se si tolgono gli allarmi e gli antifurti, a chi elabora soluzioni di domotica rimangono alla fine poche applicazioni da usare e che sono: la regolazione delle luci, quella dell’audio e le motorizzazioni della casa. “Ci aspettavamo di più dal controllo degli elettrodomestici - conferma Tamagnini - ma non c’è interesse su questo filone”.

L’unico controllo che viene fatto è magari sulla caldaia; in questo caso però si rientra in soluzioni di riscaldamento o climatizzazione per le quali il comando remoto viene già previsto dalle stesse case produttrici.

Insomma, il mercato deve crescere ancora, anche grazie ai suoi operatori.

Per ora gli unici davvero attivi sono quelli che lavorano nel settore dell’audio e del video, vuoi anche per l’effervescenza che da sempre caratterizza il comparto hi-fi. Da quando sono arrivati il dvd, l’home theatre e la televisione satellitare, si cerca di offrire al cliente delle soluzioni integrate gestibili attraverso un unico telecomando.

Da qui ad integrare anche le luci della casa o qualche motorizzazione, come il climatizzatore, il passo è breve. L’ultima delusione in ordine di tempo è poi arrivata dall’edilizia. In città come Milano e Roma, soprattutto, dove i piani di riqualificazione urbana prevedono la costruzione di nuove abitazioni, nei disegni architettonici non sono previste spesso e volentieri soluzioni integrate di domotica, anche se in molti casi è prevista invece la cablatura del palazzo.

Un fatto, questo, che nell’immediato si trasformerà in un mancato business, relegando questo nuovo settore ancora ad una clientela di nicchia, con possibilità di spesa.

Pubblicato il: 24-12-2004

 Torna indietro

Altre notizie...

La valutazione dei rischi delle macchine: rischi palesi e occulti
Rinnovabili, il conto slitta parte la corsa agli impianti
Guida UE alla Direttiva cantieri
Guida alla cogenerazione ad alto rendimento
Nuovi LED per ambienti interni ed esterni
Slitta il Quinto Conto Energia
Safety and security nell'automazione
Circolare Vigili del Fuoco sugli impianti fotovoltaici n. 6334 del 04/05/2012
Nuova guida CEI 315-4