Cavi resistenti al fuoco

Prysmian

 

Guida all'uso dei cavi: cavi resistenti al fuoco RF 31-22TM


RF31-22<sup>TM</sup> (FTG10(0)M1)
RF31-22TM (FTG10(0)M1)
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Cosa sono

Quali che siano le prestazioni richieste ad un impianto di illuminazione di sicurezza con alimentazione centralizzata, risulta evidente come un elemento fondamentale da salvaguardare siano le conduttore. Tralasciando l’adozione di metodologie installative particolari, spesso di realizzazione piuttosto difficoltosa, la soluzione più semplice e con ottime garanzie quella dell’impiego di cavi resistenti al fuoco.

Il concetto di sicurezza attiva acquista, per questo tipo di cavi, un nuovo risvolto: essi sono progettati e costruiti per continuare a funzionare per un determinato periodo di tempo quando investiti dall’incendio. Il progresso tecnologico ha posto a disposizione di progettisti ed installatori due tipologie di cavi resistenti al fuoco: quelli ad isolamento estruso, a Norma CEI 20-45, e quelli ad isolamento minerale, a Norma CEI 20-39. La verifica della caratteristica di resistenza al fuoco nel senso sopra menzionato viene effettuata mediante il metodo di prova descritto nella Norma CEI 20-36 ed EN 50200.

Qui prenderemo in esame solo i cavi la cui tecnica di installazione è uguale a quella di tutti i cavi estrusi, previsti dalla Norma CEI 20-45. In tale Norma vengono considerati solo cavi resistenti al fuoco che, al tipo di sicurezza attiva sopra descritto, accoppiano anche altre caratteristiche, e cioè la non propagazione, l’assenza di fumi opachi, l’emissione di gas a ridotta tossicità (contenenti solo CO e C02 e non corrosivi).


Quali sono

I tipi previsti sono i seguenti:

Cavi flessibili uni o multipolari per energia, per posa fissa, tensione nominale 0,6/1 kV, con conduttore a corda flessibile, nastro in vetro micato, isolamento in gomma EPR qualità G10, guaina in mescola (termoplastica) poliolefinica speciale tipo M1 e riempitivo di tipo congruente con i materiali di isolamento e guaina; nome RF31-22, sigla FTG10M1 (unipolari) o FTG100M1 (multipolari);

cavi flessibili uni o multipolari per energia, tensione nominale 0,6/1 kV, con conduttore a filo unico o corda rigida o flessibile, isolamento in gomma siliconica qualità E12 (G4), treccia chiusa di vetro trattato, guaina in mescola poliolefinica speciale tipo M2 e riempitivo di tipo congruente con i materiali di isolamento e guaina; sigla U/R/FG4T2M2 (unipolari) o U/R/FG4T20M2 (multipolari).

Per il primo due tipi di cavo, il meccanismo che permette il mantenimento della funzionalità (e quindi l’isolamento tra le fasi e tra fasi e terra) è basato sull’impiego del nastro di vetro micato che inviluppa il conduttore: il fuoco brucia guaina, riempitivo ed isolamento estruso, ma il nastro di vetro micato, opportunamente applicato, riesce a garantire la funzionalità del cavo per un tempo che, a seconda della temperatura di prova, può andare da qualche decina di minuti a qualche ora, e quindi, in ogni caso, sufficiente all’evacuazione delle persone dal locale.

Per il secondo tipo di cavo, il meccanismo che permette il mantenimento della funzionalità basato sull’impiego combinato della mescola siliconica, fortemente caricata con farina fossile o materiale similare, e la treccia di vetro: il fuoco brucia guaina, riempitivo ed isolamento estruso, ma le ceneri di quest’ultimo, mantenute in loco dalla treccia chiusa di vetro, riescono a garantire la funzionalità del cavo per il tempo suindicato.


La posa dei cavi resistenti al fuoco

É necessario dare alcune indicazioni per l’installazione corretta di questi tipi di cavi. Come detto, bruciano sotto l’azione del fuoco tutti gli elementi che normalmente garantiscono la resistenza meccanica e l’isolamento, e la parte a cui rimane affidato il funzionamento del cavo è di natura molto più fragile. Ampi movimenti della conduttura dovuti a dilatazioni termiche o crollo di membrature di sostegno possono inficiare le notevoli capacità intrinseche del cavo di resistere al fuoco rompendo la parte vetrosa che funge da isolante. Le giunzioni e derivazioni sono da ridursi al minimo indispensabile e debbono essere eseguite con attenzione particolare, in modo da evitare che le dilatazioni termiche causino un effetto molla delle parti di conduttore spellate e serrate al morsetto; una soluzione consiste, per esempio, nel rivestire le cassette di giunzione con vernice intumescente capace di resistere al fuoco garantendo anche un certo isolamento termico. Attenzioni analoghe si debbono tenere, per esempio, per le canalizzazioni: inutile adottare un cavo capace di funzionare per due ore sotto fiamma viva se la canaletta che lo sostiene si snerva e cede dopo dieci minuti.

Impiegati con le dovute cautele i cavi resistenti al fuoco consentono dunque di contribuire, come sistema di protezione attiva, ad aumentare la sicurezza in caso di incendio mantenendo in vita alcune funzioni fondamentali durante le operazioni di emergenza e soccorso.


Vantaggi della tecnologia

I cavi sono prodotti ECOLOGICI in conformità con i principi ispiratori delle norme europee per la salvaguardia dell’ambiente (ISO 14000).

L’assenza completa di piombo nelle mescole isolanti e di guaina facilita lo smaltimento dei cavi (ciò costituisce un problema con i cavi tradizionali).

Sono prodotti “CONVENIENTI” poichè riducono i costi derivanti dagli incendi:

  • COSTI SOCIALI (perdita di vite umane)
  • COSTI TANGIBILI (ripristino degli apparecchi elettrici meccanici ed elettromeccanici e delle strutture metalliche)
  • COSTI AMBIENTALI (inquinamento/bonifica del territorio)

Naturalmente hanno tutti i vantaggi dei cavi LSOH:

  1. emissione estremamente contenuta di monossido di carbonio (CO), con concentrazioni sostanzialmente inferiori ai livelli di pericolosità. Il CO è particolarmente insidioso, in quanto è un gas incolore e inodore;
  2. assenza di emissioni di gas contenenti alogeni. Tra tutti questi gas, il più pericoloso è l’acido cloridrico (HCl), che è particolarmente corrosivo nei confronti delle apparecchiature e dei componenti elettronici, oltre a essere nocivo per gli esseri umani, in quanto agisce sull’apparato respiratorio;
  3. emissione ridotta di fumi opachi, le cui concentrazioni ridotte non pregiudicano la visibilità, facilitando le operazioni di evacuazione e consentendo alle squadre di emergenza di effettuare più agevolmente le operazioni di soccorso;
  4. I test svolti sull’invecchiamento accelerato hanno dimostrato che l’isolamento dei cavi dà risultai superiori rispetto ai cavi tradizionali (N07V-K, FROR, FG7OR). Ne consegue che un impianto cablato con cavi ha una maggiore durata di vita riducendo così il costo di vita dell’impianto stesso e nello stesso tempo ne aumenta la sicurezza.

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